Deltaplano: volare ad alta quota
Se si vuole provare l’ebbrezza del volo ed al contempo impegnarsi in uno sport salutare e non ordinario, il deltaplano è la scelta migliore. Mezzo per il volo da diporto per antonomasia, il deltaplano è un mezzo accessibile ad appassionati di volo di tutte le età e condizioni sociali grazie ai bassi costi di acquisto e mantenimento. Seppur “passato di moda” in favore dell’ancor più pratico parapendio, il deltaplano è ancora protagonista delle maggiori gare di volo da diporto a livello agonistico. Esso è l’unico mezzo che viene guidato in aria esclusivamente dal peso del pilota, il quale rappresenta idealmente il baricentro dell’intera struttura di volo.
Il primo a volare su un deltaplano fu il tedesco Otto Lilienthal, ma fu solo nel 1951 che l’ingegnere aeronautico californiano Melvin Rogallo mise a punto il primo prototipo del moderno deltaplano.
Sono tre le manovre che il pilota di deltaplano è tenuto a eseguire, tre semplici movimenti alla portata dell’inesperto neofita: la spinta in avanti della barra di controllo che consente l’effettuazione di una cabrata, il movimento laterale che consente al mezzo di spostarsi in diverse direzioni, e l’attrazione a se della barra di controllo, che regola le picchiate.
A seconda delle condizioni atmosferiche, poi l’estimatore potrà godere di almeno tre tipi di volo. Essi sono: la planata, un tipo di volo direttamente proporzionale alla differenza di altura tra il punto di decollo e quello di atterraggio; il veleggiamento termico, che sfruttando le stesse condizioni aerodinamiche e termiche sfruttate dagli alianti, si basa sulle sacche di diversa temperatura riscontrabili vicino alle alture, e consente un viaggio di diverse centinaia di chilometri limitato solo dalla base delle nuvole e dai cali di ossigeno; ed il veleggiamento dinamico, direttamente collegato ai venti.
 
 
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